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LABORATORIO TEATRALE: LE RADICI E LE ALI
  09/03    30/03

LE RADICI E LE ALI - Laboratorio di commedia dell’arte per attori e danzatori
Condotto da Eugenio de'Giorgi
dal 10 al 21 febbraio

La Commedia dell’Arte è la valorizzazione delle componenti fondamentali dell’evento scenico: il corpo dell’attore, il gesto, il ritmo dell’azione. La conoscenza della Commedia dell’Arte è di importante valore formativo per l’attore e di assoluto riferimento per lo studio dell’arte teatrale.Il lavoro partirà da alcuni cenni sulla storia della Commedia dell’Arte, i cui temi predominanti sono l’uso dei canovacci e dell’improvvisazione, per arrivare allo studio dei personaggi più noti: Arlecchino, Pantalone, Brighella, Colombina, Dottore, ecc. I personaggi verranno “sezionati” nelle componenti della loro realtà scenica e l’allievo sceglierà il personaggio per sé più idoneo. In particolare, di queste figure si analizzeranno i caratteri specifici come la voce e le tonalità, la maschera e il costume, i movimenti, la gestualità e le tecniche dei movimenti-base.
Elemento fondamentale del lavoro sarà l’uso della maschera come strumento espressivo primario: tecnica del gesto, interpretazione dei caratteri, disciplina d’attore. La maschera è come uno strumento musicale, la Commedia dell’Arte è uno spartito e le note musicali si leggono nelle espressioni del corpo che, supportate dal suono della voce, prendono vita e disegnano la scena, raccontando la storia.
Il risultato del laboratorio sarà presentato al pubblico nei giorni 19, 20, 21 febbraio 2010 al Teatro Franco Parenti.

PROGRAMMA DEL CORSO: I FASE Apprendimento individuale dei personaggi e scelta della propria maschera. Studio dell’espressione fisica dei personaggi, senza utilizzo della parola. Pratica della scherma: arte che, mediante il concorso dell’uso del corpo e della psiche, conduce l’attore a sviluppare il proprio istinto, necessità primaria nell’improvvisazione. II FASE L’espressione fisica del personaggio viene arricchita con la parola. Il personaggio prende vita ed assume le caratteristiche peculiari del carattere. La ricerca è ancora individuale. L’attore impara tecnicamente ad utilizzare la maschera, a muoversi e ad interagire con le altre maschere. III FASE Inizia il lavoro di gruppo. Si ha il rapporto in scena fra le maschere: confronto fra servo-servetta e padrone e fra i servi. Si lavora sul lazzo, che consiste nello sviluppo di un canovaccio mediante l’improvvisazione. Inizia la costruzione di alcune scene. IV FASE Padronanza del proprio corpo e della maschera. L’attore si modella interamente sulla maschera e si modifica in base ad essa. La maschera dà una connotazione precisa al personaggio, da cui l’attore non può prescindere. La maschera vive in scena grazie all’acquisizione di una ferrea disciplina che mantiene costante la concentrazione dell’attore, privo totalmente della possibilità di estraniarsi dal personaggio. Interpretazione di scene tratte da testi di Carlo Goldoni e da scenari del Biancolelli. V FASE Dimostrazione di lavoro aperta al pubblico.

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