di Eric-Emmanuel Schmitt
adattamento e regia di Glauco Mauri
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
e Marco Blanchi
Produzione Compagnia Mauri – Sturno
Durata 1h50' |
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Gesù nell’orto degli ulivi, Pilato di fronte al “giallo” di un uomo scomparso: un gigante del teatro italiano, Glauco Mauri, in coppia con un vibrante Roberto Sturno, dentro al mistero dell’uomo Dio. Seconda stagione per uno spettacolo accolto in tutta Italia da un pubblico coinvolto ed emozionato.
Uno spettacolo sulla natura del Cristo e il senso delle fede, tematiche quanto mai attuali nelle nostra epoca, con le quali credenti e non credenti sono chiamati a confrontarsi quotidianamente. Il testo è di Eric-Emmanuel Schmitt, filosofo, scrittore drammaturgo, regista, diventato in pochi anni uno degli autori francesi più rappresentati nel mondo. Dopo un folgorante successo editoriale, Schmitt ne ha scritto una versione teatrale in due parti, portata al successo in Italia dalla coppia Glauco Mauri e Roberto Sturno, interpreti di una professionalità e mestiere che ha pochi eguali e rarissimi eredi. Come l’originale, lo spettacolo è diviso in due parti.
Nella prima, La notte degli ulivi, Glauco Mauri, nei panni di Cristo, ripercorre dall’infanzia il cammino che l’ha portato all’ultimo, drammatico stadio della sua vita. Un monologo struggente che ripropone una storia conosciutissima da un punto di vista nuovo e originale: è Gesù stesso che dubita e si interroga.
La seconda parte, interpretata da Roberto Sturno, è l’inchiesta di Pilato: “il caso Gesù”, l’indagine che Pilato compie sulla scomparsa del corpo di Gesù che ha il ritmo e il sapore di una vicenda poliziesca, con colpi di scena drammatici venati da feroce ironia. Pilato interroga e indaga con lucidità ma non riuscirà a risolvere i dubbi e l’enigma lascia il posto al mistero.
Il Vangelo secondo Pilato è una meditazione, un interrogativo, una commossa poesia sull’uomo Gesù. Per chi crede nessuna spiegazione è necessaria. Per chi non crede nessuna spiegazione è possibile. Ma Schmitt ci dice: “Dubitare e credere sono la stessa cosa”.
Così la stampa
In tempi di risparmio, tagli, paure, questa coppia di interpreti fa appello alla professione dell’attore e la trasforma in teatro da vivere. Mauri si consacra al racconto di un Cristo dubbioso. E lo fa da par suo, usando il dominio di voce e gesto maturato in anni e anni di palcoscenico.Sturno interpreta il governatore di Roma con il fascino di un Montalbano di tanto tempo fa. Rita Sala – Il Messaggero
Uno spettacolo d’attori. Un Mauri vero, con emozione e gioia nella voce, con l’incertezza e lo stupore nel corpo e i gesti uno Sturno, inquieto, agitato, umano sino alla rivelazione finale. Paolo Petroni – Corriere della Sera
Un, testo ambizioso e appassionante. L’ipotesi finale di un cambiamento possibile dell’umanità, che rappresenta il messaggio dell’autore, ci induce a parteggiare l’impegno di Mauri e Sturno e la cura dello spettacolo, anche a dispetto del mondo in cui viviamo.Da vedere. Franco Quadri – la Repubblica
Glauco Mauri è superbo nel tratteggiare un Gesù dalle risolute incertezze, un Gesù terreno di sconcertante plausibilità. La rappresentazione era cominciata con la protesta di un gruppo di studenti universitari contro la precarietà. Durante lo spettacolo non si sentirà volare una mosca. Alessandra Bernocco – Europa
Uno spettacolo da vedere, per emozionarsi e ripensare, profondamente umano e di sottilissima grazia che scorre senza appesantimenti virando con puntuali colpi di scena.
Giuseppe Distefano – Il Sole 24 ore.com
Un testo profondo, alto, che solo due grandi del teatro italiano potevano decidere di affrontare.Maria Vittoria Smaldone – Teatro.org
ABBONAMENTO ragazzi terribili
Sala Grande
feriali ore 21.00
festivi ore 16.30
Biglietti
| Intero |
€ 40.00 |
| Ridotto under 25, gruppi, cral |
€ 28.00 |
| Ridotto over 60 |
€ 20.00 |
Biglietteria