L’Ultima Conferenza Stampa
di Marcy Lafferty
traduzione e adattamento Catherine Spaak
regia Catherine Spaak
musiche Matteo Cremolini
Produzione Mind & Art
Dopo due anni di tour negli Stati Uniti, lo spettacolo di Marcy Lafferty torna a Broadway; in Europa andrà in scena prima in Italia, poi in Spagna e Francia.
The New York Times
Vivien Leigh fa parte di tutti noi, o meglio, la sua Scarlett O’Hara – per noi Rossella appartiene ad un’immagine, un’emozione, qualcosa di intenso che è parte della nostra vita. Vivien è Rossella, come nella maturità sarà Blanche in Un tram che si chiama desiderio, ma è soprattutto una fiamma, un fuoco che brucia e che si consuma inesorabilmente.
Vivien Leigh - L’Ultima Conferenza Stampa è la storia prodigiosa della vita e della carriera di una grande interprete cinematografica e teatrale; una conferenza stampa rilasciata mentre era già malata di tubercolosi, poche settimane prima di morire nel 1967.
In teatro, sede di questo incontro con i giornalisti, è lei stessa a tracciare il suo percorso, senza reticenze, fino all’ultimo, non arretrando davanti alla devastazione dalla sua follia, di cui è consapevole. “Io non fingo mai; dico quel che penso e penso quel che dico. Sono in parte moralista e in parte anticonformista. Oscillo tra felicità e tristezza e sono pronta ad accettare le conseguenze delle mie azioni”.
Vivien non sa mentire, neanche a se stessa e guarda il pubblico negli occhi. Forte, fiera, ribelle, determinata, ma anche fragile e vulnerabile allo stesso tempo. Racconta la sua passione per il teatro, l’unico capace di darle pace, gioia ed equilibrio; parla del suo profondo legame con Lowrence Olivier, straordinario attore che fu suo marito e compagno di lavoro. Alle sue spalle compaiono immagini sfuocate. Con un fazzoletto macchiato di sangue, stretto nella mano, agita disordinata i suoi ricordi, rivivendo le sue emozioni, grandiosa e commovente.
Per me Vivien rappresenta in assoluto e nel modo migliore l’attrice. Non solo perché un’eccellente interprete, ma perché capace di incarnare l’essenza della rappresentazione. Possedeva il sottile,
impalpabile dono che consente la comunicazione tra superficie e profondità e permette all’oscuro inespresso di venire alla luce per accecare. Lei rendeva istintivamente reale la dimensione del “sentire”, travolgendo il proprio equilibrio e facendosi carico di un bagaglio di inquietudine con sconcertante naturalezza. Nella vita era capace di tutto: del meglio e del peggio, ma sempre con un’eleganza ed una grazia incommensurabili. Immedesimarsi in lei è complesso, frutto di estrema concentrazione e perenne sperimentazione. Lo spettacolo galleggia in un vuoto vibrante di energia e insospettabile libertà. Questo significa per me il teatro: condivisione di emozioni.
Catherine Spaak
Sala Grande
feriali ore 21.00 - festivi ore 16.30
ABBONAMENTO varie-(tè!)
Biglietti
Intero €32.00
Ridotto under 25, convenzioni €22.00
Ridotto over 60, convenzioni €16.00
Ridotto under 18 €10.00
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