|
FOLLIA?
Vita di Vincent Van Gogh
|
giovedì 20 maggio 2010 |
 |
Performance teatrale ispirata al libro di Giordano Bruno Guerri
Follia?Vita di Vincent Van Gogh - Bompiani editore
con
Daniel Dwerryhouse (Vincent), Alessandro Parise(Theo, Sartre e narrante)
Isabella Carle(voci femminili e narrante)
Giacomo del Colle Lauri Volpi (pianista e compositore)
Direzione artistica Paolo Veneto
Sarà presente l’autore
|
|
Noi non sappiamo davvero chi fosse Van Gogh, benché questo pittore-genio sia tra i più celebri, tra i più visti e immaginati, oggetto di un culto collettivo indiscutibile e il più costoso sul mercato. Ma il libro di Guerri ci dà la possibilità di addentrarci fra i suoi segreti, di esistenza e di pensiero. La ribellione contro la piccola borghesia filistea del XIX secolo, le infatuazioni mistiche, l'abbandono della fede e la riscoperta di una visione totalizzante della natura, il rapporto con le donne (le "amiche" e "sorelle" prostitute), il legame morboso con il fratello Theo, complice involontario di una sorta di inquietante transfert, la malattia mentale che infine prorompe in perfetto parallelismo con l'acquisizione di una estrema consapevolezza creativa: sono le tappe qui ripercorse e narrate al presente, quasi senza tirare il fiato, come se potessimo così impadronirci meglio, senza alcun filtro, dell'aura misteriosa che circondò il pittore per antonomasia, il folle della visione pura, il mistico del colore assoluto. È una storia amara, di felicità intellettuale e sensuale raggiunta attraverso la solitudine più completa. Quella solitudine che consentì a Vincent Van Gogh, nel dipingere alcuni dei capolavori assoluti dell'arte contemporanea, di "andare al cuore della gente, al cuore delle cose".
|
| ore 18.00 |
 |
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
MUSICA MAESTRO!
|
lunedì 10 maggio 2010 ore 18.30 |
  |
Buon compleanno, maestri!
dedicato a grandi personalità della cucina, della medicina, della moda.
MUSICA MAESTRO!
Le cinque parole consegnate da Gualtiero Marchesi alle nuove generazioni
Concerto del Trio Dandolo Marchesi Violino, Violoncello e pianoforte
“La cucina è una scienza, sta al cuoco farla diventare un’arte”
|
|
Dice Gualtiero Marchesi, “La cucina è una scienza, sta al cuoco farla diventare un’arte” e aggiunge” L’esempio è la più alta forma di insegnamento, insegnamento che va inteso come trasmissione del sapere”. E’ quello che accade, in teatro, con le grandi Famiglie, nelle quali l’esempio è concepito come scrigno della memoria, delle capacità intellettuali, dell’applicazione e dell’operosità. Poiché i festeggiamenti avverranno in un teatro, come non ricordare che l’Edipo a Colono fu composto da Sofocle ai limiti della vecchiaia, per la quale il tempo è un dono della vita, una tappa che prelude a sempre nuovi traguardi. Il compleanno è un giorno speciale, un giorno di riconciliazione con il proprio passato e di rispetto per il futuro, è quello che ti permette ancora di organizzare i sogni, le emozioni, la creatività e i silenzi che, spesso, ne accompagnano le giornate. E’ stato scritto che “Se i teatri fossero ridotti al silenzio, il modo diventerebbe dieci volte più malvagio di quanto lo sia ora”.
ore 18.30 - Sala Grande
Ingresso 5 € fino ad esaurimento posti
|
| RACCONTARE CHOPIN |
venerdì 14 maggio 2010 |
  |
di e con
Corrado Augias - voce narrante
Giuseppe Modugno - pianoforte e voce
regia Felice Cappa
|
| «Nei suoi trentanove anni di vita Chopin ha rivoluzionato la scrittura musicale per pianoforte e la tecnica, dalla diteggiatura alle sonorità dello strumento» È stato e continua ad essere considerato uno dei più grandi pianisti e compositori di tutti i tempi. Il “poeta del pianoforte”, il maggior esponente del Romanticismo musicale che trovò una perfetta sintesi tra la tradizione classica, la musica popolare polacca e il contemporaneo melodramma italiano. |
Ingresso fino ad esaurimento posti
| BOBO RONDELLI in concerto |
lunedì 17 maggio 2010 |
 |
Spettacolo trasversale, multiforme ed imprevedibile in cui la musica, indiscussa protagonista, si intersecherà con il vivace "teatro" della vita quotidiana di cui Bobo è sempre stato una voce; autentica, esilarante e, a tratti, commovente. |
Un disco, "Per Amor del cielo", entrato nella cinquina finalista della Targa Tenco 2009, un documentario, "L'uomo che aveva picchiato la testa", dedicato alla sua vita girato dall'amico Paolo Virzì e un tour che, dall'anno scorso, lo ha portato a suonare nei più importanti teatri e club d'Italia con date sold out come quelle al Teatro Puccini di Firenze e al Teatro Goldoni di Livorno. Il "menestrello" di Livorno Bobo Rondelli, finalmente, per la prima volta, ha deciso di calcare il un palco milanese.
Geniale ed eclettico artista, Bobo Rondelli dimostra la sua poliedricità non solo sul palco ma anche al cinema, grazie ad una partecipazione nell'ultimo film di Virzì "La prima cosa bella" e in tv, lo scorso 2 e 3 febbraio come ospite musicale a "Parla con me" di Serena Dandini e, oggi, nello spot di nota casa automobilistica in cui presta la voce ad un giovane Marcello Mastroianni che, accanto ad altre due icone universali come John Lennon e Marilyn Monroe, esortano ad abbandonare il passato, per vivere la vita. Adesso.
I Settore Numerato Intero € 28,75
II Settore Numerato Intero € 23,00
III Settore Numerato Intero € 17,25
| DETRARRE TUTTO. DETRARRE TUTTI |
lunedì 17 maggio 2010 |
 |
A CHE SERVE L’ITALIA.
Umberto Croppi, Peppe Nanni, Sergio Scalpelli, Fiorello Cortiana
invitano ad una riflessione sul tema
Detrarre tutto. Detrarre tutti
Coordina: Fiorello Cortiana
ne discuteranno Umberto Croppi, Peppe Nanni, Bruno Tabacci, Marco Vitale
|
Quando, nel ‘67, Guy Debord elaborò il suo celebre saggio “La società dello spettacolo” identificò nel nostro Paese il luogo in cui si stavano realizzando le condizioni di un radicale cambiamento della politica, in rapporto con la comunicazione e le nuove fonti di legittimazione. La patria di Machiavelli come laboratorio di nuove forme di rappresentanza e controllo. Dopo quarant’anni quell’analisi sembra aver colto alcune delle linee evolutive che hanno accompagnato una trasformazione mai compiuta, una infinita transizione. A volte crocevia, a volte margine l’Italia è oggi in cerca di ancoraggi non ancora ritrovati: uno smarrimento che attraversa tanto i territori della politica quanto quelli dell’impresa e delle relazioni sociali. Eppure l’Italia, nel bene e nel male, è ancora destinata a essere quel laboratorio, forse quell’eccezione che aveva scorto il pensatore francese. Qualcuno dovrà però cominciare a chiedersi seriamente dove risiedono le risorse che possono metterci in grado di dare un significato nuovo al nostro essere comunità nazionale.
Tappa milanese del ciclo itinerante
A CHE SERVE L’ITALIA.
ore 18.00
|
Sala |
 |
| L'ERESIA RIFORMISTA |
martedì 25 maggio 2010 |
 |
“L’eresia riformista. La cultura socialista ai tempi di Craxi”
di Bruno Pellegrino
Guerini e Associati edizioni
con l’autore partecipano
Claudio Martelli, Michele Salvati, Giulio Giorello, Sergio Scalpelli
|
Buttata fuori dalla scena politica italiana per via giudiziaria, l’idea socialista pare addirittura non essere mai esistita. Bruno Pellegrino rivendica in questo libro l’orgoglio di una cultura che tentò – senza successo – di contrastare le opposte egemonie comunista e cattolica. I socialisti di Craxi furono moderni, innovatori, spregiudicati, forse troppo ambiziosi e troppo disinvolti; tanto da ignorare l’oggettiva debolezza, in Italia, della tradizione liberal-socialista e andare incontro così a un insuccesso ampiamente annunciato. La totale scomparsa del partito socialista in un paese europeo, mentre in Europa i socialisti sono al secondo posto come numero di seggi in Parlamento, sembra, ancora una volta, un’anomalia tutta italiana.
ore 18.00
|
Sala |
 |
| IL BUON USO DEL MONDO. AGIRE NELL'ETA' DEL RISCHIO |
Lunedì 21 giugno 2010 |
.jpg) |
"Il buon uso del mondo. Agire nell'età del rischio”
di Salvatore Natoli
Mondadori edizioni
con l’autore partecipano
Giuseppe De Rita, Presidente del Censis
Stefano Zamagni, Professore ordinario di Economia Politica università di Bologna
coordina
Sergio scalpelli, presidente dell'associazione Pier Lombardo Culture
|
Per l'uomo di oggi, che non spera più nella salvezza alla fine dei tempi ma ha davanti a sé un tempo senza fine, navigare in mare aperto sembra ormai diventato l'unico modo di vivere. Ma quale rotta seguire, dopo il tramonto di ogni certezza e il declino della tradizione giudaico-cristiana in Occidente, due segni distintivi della nostra epoca? Al termine di un lungo e originale itinerario di riflessione sulla modernità, Salvatore Natoli analizza le varie forme del fare (il lavoro, innanzitutto, ma anche il consumo, il progresso, il rischio) e il loro rapporto con quello che dovrebbe essere il vero obiettivo di ogni essere umano: un buon uso del mondo. Partendo dalla distinzione aristotelica tra "agire" (dare un senso alle proprie azioni) e "fare" (eseguire un compito), l'autore si chiede quanto, nella nostra frenetica attività quotidiana, siamo "agenti", soggetti capaci di realizzarsi in ciò che fanno, e quanto invece siamo "agiti", elementi impersonali di una serie causale e anonima di cui non si vede né l'inizio né la fine. Per essere titolari della propria vita, e quindi davvero liberi, non basta infatti conformarsi a ciò che l'organizzazione sociale richiede, ma occorre istituire un rapporto autentico con il proprio desiderio, con la propria corporeità e con gli altri. Così, nella società delle abilità, della tecnica e del saper fare, si ripropone in tutta la sua urgenza la questione delle virtù, intese come "abilità a esistere", in grado di darci stabilità e consistenza.
ore 18.00
|
Sala |
 |
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
| PER L'ALTO MARE APERTO. LA MODERNITA' E IL PENSIERO DANZANTE |
lunedì 7 giugno 2010 |
 |
“Per l'alto mare aperto. La modernità e il pensiero danzante”
di Eugenio Scalfari
Giulio Einaudi editore
con l’autore partecipa
Paolo Di Stefano
|
«Io so perché ho deciso di scrivere questo libro. Pensavo di aver chiuso con le pagine bianche da riempire con tremolante scrittura che non parla di fatti ma di pensieri. Invece ho dovuto.
Questo libro non è una libera scelta, ma una necessità. Ho sentito d'esser chiamato a testimoniare una nascita, un viaggio, un declino. E poi un finale, un gran finale».
Quattro secoli di modernità, nel racconto appassionato di un lettore instancabile, con i piedi ben saldi sulla terra e gli occhi rivolti al mondo fuori della scrittura.
Il breviario civile, metafisico e morale di uno dei grandi protagonisti del tempo in cui viviamo.
ore 20.30
|
Sala |
 |
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI